C’era anche Bologna tra le radici della romana Monica Vitti, scomparsa a 90 anni dopo una lunga malattia. Dall’amatissima madre, la bolognese Adele Vittiglia, l’attrice, vero nome Maria Luisa Ceciarelli, aveva mutuato parte del nome d’arte. Su suggerimento del suo maestro Sergio Tofano, mentre Monica l’aveva rubato da un libro che stava leggendo. Era cresciuta in Sicilia, dove la famiglia si era trasferita al seguito del padre Angelo, ispettore del commercio estero. Prima di dedicarsi al teatro e diplomarsi all’Accademia d’arte drammatica «Silvio D’Amico».
Ovvero quelli indecisi tra il canto, le parole, la musica: nel dubbio fanno tutto e a volte hanno pure qualcosa da dire.
sabato 5 febbraio 2022
Monica Vitti, la scomparsa
C’era anche Bologna tra le radici della romana Monica Vitti, scomparsa a 90 anni dopo una lunga malattia. Dall’amatissima madre, la bolognese Adele Vittiglia, l’attrice, vero nome Maria Luisa Ceciarelli, aveva mutuato parte del nome d’arte. Su suggerimento del suo maestro Sergio Tofano, mentre Monica l’aveva rubato da un libro che stava leggendo. Era cresciuta in Sicilia, dove la famiglia si era trasferita al seguito del padre Angelo, ispettore del commercio estero. Prima di dedicarsi al teatro e diplomarsi all’Accademia d’arte drammatica «Silvio D’Amico».
venerdì 17 dicembre 2021
Libri, "Io e Lucio Battisti"
Il ritratto che disegnano le parole di Pietruccio Montalbetti portano a una figura schiva. Il chitarrista ha voluto celebrare la sua amicizia con l'artista di Poggio Bustone, pubblicando un libro. Nel titolo cita semplicemente se stesso e il suo amico, per l'appunto, Io e Lucio Battisti. Ha atteso qualche anno, lo ha fatto lontano dal clamore della prematura scomparsa del cantautore, nel ’98, all’età di 55 anni.
Niente rockstar
"Lucio abitava a Molteno, due passi da Como – racconta Pietruccio – una bella casa ma non da rockstar, era lì che si divertiva a fare lavori in giardino, a potare: a qualcuno potrà sembrare esagerato, ma lui era felice così; un giorno andammo insieme in un ristorante non lontano da casa sua, appena seduti al tavolo la gente mi riconobbe, intuì che al mio fianco fosse seduto lui, Battisti, ma il mio amico disse di essere un altro. Gradiva passare inosservato."
Il cantautore Mimmo Parisi invece, con il suo ultimo romanzo - ispirato all'avvento del coronavirus - è il recentissimo vincitore del talent letterario Universolibero2021. Il titolo, Nemmeno il tempo di un abbraccio, rimanda a un fatto di cronaca: è quell'abbraccio che è mancato ai tanti contagiati, i quali hanno compiuto il loro ultimo periodo terreno allontanandosi sui camion militari come quelli di Bergamo. Nico e Stella, i due protagonisti sedicenni del libro, sono riusciti a fare breccia nel cuore dei lettori che ne l'hanno destinato al primo posto del premio letterario.
sabato 4 dicembre 2021
Vietato l'ingresso ai mass media in Polonia
Sei un giornalista? Tempi duri per te. Il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha ratificato un disegno di legge che impone un divieto di accesso nell'area di confine a giornalisti e operatori di organizzazioni non governative. Per entrare nella zona sarà necessario ottenere un permesso dalle Guardia di frontiera che potrà accordarlo "a sua discrezione". La legge, riporta la stampa locale, è entrata in vigore al termine dello stato d'emergenza frontaliero che Varsavia aveva introdotto il 2 settembre in seguito a un aumento di migranti provenienti dalla Bielorussia.
Motivazioni pubblicate
Il ministro dell'Interno Mariusz Kaminski ha motivato la misura con "ragioni di sicurezza". Rispetto all'area designata dallo stato d'emergenza, il nuovo provvedimento comprende più villaggi, ben 183, ed è profonda tre chilometri. Ieri, secondo la polizia, sono stati registrati 134 tentativi di accesso irregolare. Il garante per i diritti umani della Polonia ha contestato la legge, sostenendo che vieta il diritto all'informazione esercitato dai media e più in generale la libertà di movimento costituzionalmente riconosciuta, permettendo al ministero dell'Interno limitazioni a tempo indeterminato.
Le organizzazioni non governative hanno richiamato l'allarme sulla crisi umanitaria, dal momento che i profughi sono per lo più accampati all'aperto e in questi giorni sono in corso nevicate. Al confine, da novembre sarebbero arrivati oltre 5.000 migranti dalla Bielorussia secondo il governo polacco. Varsavia accusa Minsk di aver intenzionalmente facilitato la concessione dei visti dal Medio Oriente con l'obiettivo di fare pressioni sull'Unione Europea.
sabato 20 novembre 2021
Mimmo Parisi è vincitore del Premio letterario Universolibero2021
Mimmo Parisi con Nemmeno il tempo di un abbraccio (PlanetEdizioni) vince il Talent Letterario Universolibero 2021. Lo scrittore bolognese ha partecipato a diversi premi letterari, vincendo con In nome del rock italiano, il premio ILMIOLIBRonline2017. Mimmo Parisi è scrittore, cantautore. Come romanziere ha pubblicato, Il figlio del drago (2018), La stella di Geq (2019), Ti voglio bene come nei film (2019).
A Nemmeno il tempo di un abbraccio, seguono, in seconda posizione, Marco Balzano con L’ultimo arrivato, quindi il terzo posto va invece a Carmen Pellegrino con Cade la terra. Nemmeno il tempo di un abbraccio è la storia di due sedicenni che si conoscono in un momento storico incredibile, un tempo strano e imprevisto per tutti. Insomma, i due giovani si incrociano durante la bufera del Covid-19.
Il racconto espone la durezza di una situazione famigliare – quella di Nico, ragazzo proveniente dal sud e giunto a Bologna per un controllo medico – che non ha grandi sbocchi. L'altra protagonista, Stella, invece appartiene a un ceto sociale scevro da problemi economici. Eppure i due sedicenni, mentre il vento forte del virus impazza, riescono a trovare un’intesa. I problemi di salute che portano Nico a Bologna saranno risolti, inaspettatamente, proprio da quella ragazzina, Stella, che lui conosce tramite il nuovo ‘social’ – il balcone di casa.
martedì 19 ottobre 2021
Addio a Franco Cerri
A testimonianza del suo grande attaccamento alla musica, negli ultimi di vita, sempre in giacca e cravatta, non ha fatto mancare al pubblico il fraseggio morbido della sua Gibson, frutto di un’ispirazione feconda, basato sul feeling del momento, accompagnato dai nuovi talenti italiani, molti di essi cresciuti nella «Civica scuola di jazz» di Milano fondata nel 1987 da lui stesso e dal suo grande amico Enrico Intra.
Di formazione totalmente autodidatta, Cerri, che iniziò a suonare la chitarra regalatagli dal padre mentre lavorava come muratore e ascensorista, ha cominciato la sua carriera nel 1945, quando entra a far parte dell’orchestra di Gorni Kramer, e da lì una lista infinita di incontri e collaborazioni con leggende del jazz internazionale, da Chet Baker a Gerry Mulligan, da Dizzie Gillespie a Lee Konitz, da Billie Holiday a Django Reinhardt, con cui ha affinato la sua natura ritmica, spontaneamente portata verso lo swing, e la ricerca di armonie suadenti.
Anche nel mondo della musica italiana era un session-man molto richiesto. Già nel 1950 suonava con Bruno Martino, lavorando, negli anni seguenti, con Renato Carosone, Nicola Arigliano e Johnny Dorelli. Insieme a una carriera da solista e nei circuiti jazz, con ben 35 album pubblicati, e collaborazioni con Mina e Roberto Vecchioni.
lunedì 11 ottobre 2021
Salone Internazionale di Torino, cultura
Il post-pandemia significa anche la prima versione autunnale del Salone del Libro di Torino. Grazie alle ultime disposizioni governative la capienza delle sale è stata aumentata e, quindi, la prenotazione non è più obbligatoria, ma consigliata per garantirsi il posto in anticipo. Le date importanti per l'evento sono, giovedì 14 ottobre e, chiusura, lunedì 18 ottobre.
Oltre la metà dei posti in sala sarà disponibile ad accesso diretto il giorno dell'evento, come nelle edizioni passate. Giovedì alle 10,15 ci sarà, nella Sala Oro, l'inaugurazione istituzionale alla quale parteciperanno il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi e il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Alle 12:30, dopo la sanificazione degli spazi, la Sala Oro ospiterà la lectio inaugurale della grande scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, vincitrice di numerosi premi, tra i quali il National Book Critics Circle Award, conquistato con Americanah, il suo terzo romanzo.
Per il mondo dell'editoria è il segno che si aspettava, il ritorno verso una normalità anche culturale. En passant si ricorda che manca poco alla chiusura del tour letterario online Universolibero2021, il quale vede nelle prime posizioni nomi importanti come De Lillo ma anche nuovi autori come Mimmo Parisi o Carmen Pellegrino.
L'evento è in collaborazione con Einaudi editore. All'inaugurazione interverranno Silvio Viale, presidente dell'Associazione Torino, la Città del Libro, Giulio Biino, presidente della Fondazione Circolo dei lettori, Chiara Appendino, sindaca di Torino, Della Passerelli, fondatrice e direttrice editoriale di Sinnos editrice, Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, Sandra Ozzola, fondatrice delle Edizioni e/o; Benedetto Della Vedova, sottosegretario per gli Affari Esteri, Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro.
sabato 15 maggio 2021
Hard rock 2021
Dunque e iniziando da ‘ieri’, è possibile affermare che il mondo dell’hard rock inizi a palesarsi con nomi imponenti come Deep Purple, Led Zeppelin, Black Sabbath e altre fenomenali band (…hard rock e non rock n’ roll come molti si ostinano a indicarlo tout court: questo è il genere di Presley, Little Richard, etc.).
Prosegue poi la sua potente corsa con gruppi come Van Halen, Europe e via dicendo. Certo in alcuni casi è difficile intuire dove hard rock e metal diventano indistinguibili. Non è il momento, in questa sede, di interessarsi – va da se e visto l’argomento principe – delle varie derive e divagazioni (come Death Metal, Christian Metal, Power, etc.) nelle quali sfocia il rock ‘pesante’, come qualche critico magari non proprio portato per il trasporto delle merci lo ha definito.
Di sicuro esistono due caratteri che aiutano a capire l’hard e il metal. Attenzione non sono da intendere come due esami di laboratorio chimico; siamo pur sempre all’interno di una pista che porta dritto al territorio dell’umanesimo. E quindi dello scibile tra filosofia, storia concreta e stile critico. Comunque, per l’hard rock il segno distintivo sono la vitalità e la voglia di picchiare sugli strumenti per mostrare al mondo la propria energia; per il Metal, certo anche qui vi è molta energia e pesantezza stilistica legata magari alle chitarre doom, ma la cifra vera del Metal è la rabbia.
Superata l’impasse dell’introduzione, è ora possibile chiedersi cosa ne è di un genere così intrigante come l’hard rock. Pertanto abbiamo chiesto al romanziere, nonché musicista, Mimmo Parisi notizie al proposito.
Cosa ne pensi, come prosegue il cammino dell'hard?
Mi metti in una posizione critica. Diciamo che il mondo della musica è cambiato in maniera decisiva. 20 e più anni fa (perlomeno nella dimensione hard rock) era semplice ascoltare brani che diventavano in breve inni per studenti, operai – insomma per tutta quella parte della gente che riusciva a leggere il proprio disagio nei vocalizzi dei cantanti di quelle band – oggi le persone hanno costituito una miriade di gruppi d’ascolto e consumano la produzione artistica in maniera fast.
Okay, qualche nome degli attuali porta vessillo hard rock?
Sì, nomi ve ne sono. Il primo che mi viene in mente è quello dei Wolfmother. Il leader è Andrew Stockdale. Dopo il clamoroso e inatteso successo del loro tardivo debut omonimo (2005), sono rimasti sostanzialmente fedeli al prediletto armamentario settantesco appena limato dal senno del primo decennio del nuovo secolo. Hard rock revisionista in qualche modo sintonizzato sulle nuove leve stoner e neo-psichedeliche.
Bene, almeno un altro nome
Sì, okay. Ci arrivavo. Il secondo è quello dei Greta Van Fleet. Proprio quest’anno è uscito il loro nuovo album The Battle at Garden’s Gate. La nuova prova sulla lunga distanza della band dei fratelli Kiszka, che esce a quasi tre anni di distanza dal disco d’esordio della formazione dei giovani ragazzi del Michigan, Anthem of the Peaceful Army. Il nuovo lavoro mostra il loro debito verso i Led Zeppelin. Infatti, se ascoltate il riff di Built by Nations, quarta traccia di The Battle at Garden’s Gate, è quasi impossibile che la mente non corra a Whole Lotta Love.
Conclusione?
Insomma, ben vengano le nuove leve. Tuttavia e almeno per il momento rimangono insuperati nomi come Deep Purple o, in Italia gente come gli Sharks che pur snobbati da certa critica, rappresentano delle risposte autenticamente italiane all’hard rock internazionale. Poi, il fatto che un vero mercato legato al genere in terra italica non esista, è un’altra questione.



